sabato 10 dicembre 2011

Nuovi strumenti per lo sviluppo della montagna.

Chiusa l'Agemont, eliminate le Comunità montane...Meglio di così. Eliminando gli strumenti che avrebbero dovuto risolvere i problemi, senza sostituirli con nuovi strumenti, implicitamente si nega l'esistenza dei problemi. E se non ci sono più problemi, di cosa continui a lamentarti tu ingrato uomo della montagna, invece che ringraziare la Natura che ti ha dato le montagne?

giovedì 18 febbraio 2010

La favola delle Terme di Arta.

Da un po’ di tempo (hobby da pensionato!) mi dedico a riscrivere le favole. Le scrivo alla rovescia. Mi piace l’idea d’un mondo in cui l’agnello fa fesso il lupo, e il corvo si prende gioco della volpe…Essendo le favole un modo per interpretare la realtà, m’è venuta spontanea l’idea d’una favola sulla realtà: la favola delle terme di Arta.
C’era una volta…così iniziano le favole, ma purtroppo a volte inizia anche la realtà… C’era una volta, un secolo fa… c’era in Carnia uno stabilimento termale così famoso che ci si muoveva da Bologna (con i mezzi e la viabilità del tempo!), come il poeta Giosuè Carducci, per utilizzarne le cure. Oggi, pur con una strada di accesso orribile come la porrettana, a non molti chilometri da Bologna, c’è il complesso termale di Porretta Terme in grande sviluppo, mentre langue ancora Arta Terme. E questo malgrado le risorse non indifferenti che la Regione, a più riprese, ha investito per sviluppare il complesso termale, e per migliorare l’offerta alberghiera, con la sistemazione dell’Hotel Savoia.
Diceva mio nonno che chi ha fatto dieci deve saper fare anche cento… Gli investimenti che la Regione ha fatto per il turismo invernale, per evidenti motivi, non possono venir lasciati gestire dai piccoli Comuni nei quali ricadono. E giustamente a questo scopo è nata la società regionale Promotur… Ma le terme di Arta sono un complemento dello Zoncolan, e sono la punta di diamante che può trainare lo sviluppo del turismo verde e del turismo estivo di tutta la Carnia! Come si può pensare vengano gestite dal Comune di Arta?... Qualsiasi sia l’Amministrazione che lo regge, per logica democratica, deve essere più preoccupata del rapporto con le sue Frazioni che dello sviluppo della Carnia…
Per evitare la chiusura per l’anno in corso (altroché Porretta Terme!) la Regione si è fatta carico d’una gestione provvisoria con la Promotur. Ma perché provvisoria?...
Se vogliamo un lieto fine per la favola, la morale può essere una sola: il Comune cede alla Regione il compendio termale con l’Albergo Savoia con tutti gli annessi e pregressi, e riceve in cambio le risorse necessarie per risistemare il paese. Anche l’ambiente degradato non agevola certo lo sviluppo turistico!...
Siccome in questa favola non c’è da far fesso nessuno, e nessuno di cui prendersi gioco, la variante rovescia, potrebbe essere che la Regione fa la proposta al Comune, nell’interesse dello sviluppo della Carnia, e per evitare che vadano sprecati i massicci investimenti fatti in questi ultimi anni..

martedì 17 novembre 2009

Carnia: la montagna senza confini.

Carnia: la montagna senza confini
Cuore dell’euroregione senza confini.
Montagna senza i confini di Stato,
La Montagna con le Dolomiti senza i confini tra Regioni.
Montagna senza confini tra storia e leggenda,
Montagna senza confini tra colori e sapori
La montagna delle emozioni senza confini
La montagna senza confini tra passato e futuro.
La montagna senza confini tra poesia e tecnologia.

sabato 14 novembre 2009

Il giro d'Italia in Carnia.

La salita del monte Zoncolan ha reso famosa la Carnia a tutti quelli che si interessano di ciclismo. Anche quest'anno la 15 tappa del giro, percorrerà la Carnia da Tolmezzo a Paularo per risalire all'arrivo lo Zoncolan dalla parte di Ovaro. Per chi vuole vedere una presentazione della tappa
http://video.gazzetta.it/?vxChannel=giroditalia&vxClipId=2570_74a3a000-c00b-11de-9333-00144f02aabc
Chi invece volesse vedere la presentazione di tutto il giro può entrare nel sito ufficiale della Gazzetta dello sport.
http://www.gazzetta.it/Speciali/Giroditalia/it/16-10-2009/sabato-24-giro-2010-501636050795.shtml

venerdì 6 novembre 2009

La preoccupazione dei commercianti.

Era prevedibile la risposta immediata dei commercianti alla mia provocazione sulla pedonalizzazione di parte del centro storico, meno prevedibile la supponenza con la quale considerano il centro come "cosa nostra". La mia proposta non è anacronistica visto che coincide con i lavori di una commissione chiamata a decidere il futuro della piazza, e il mio non è un intervento che tende alla desertificazione del centro storico di Tolmezzo, non fosse altro perché il centro è già un deserto.
Da una pedonalizzazione supportata dalla creazione di una massiccia dotazione di parcheggi ai margini, può trarre uno stimolo allo sviluppo, come in altre parti è già avvenuto. Comunque ritengo sia una ipotesi su cui sia legittimo discutere, e che per essere documentati, riguarda una ventina tra negozi ed esercizi pubblici e cinque banche…Se continuiamo con la politica di non disturbare il centro, perché soffre già molto, corriamo il rischio di svegliarlo quando sarà troppo tardi, perché definitivamente morto. A me comunque piacerebbe invece che i cittadini facessero rumore per riappropriarsi del centro della loro città.
E´vero che anch´io, come ex Sindaco, devo fare il "mea culpa", ma non per il parco urbano sulla ex ferrovia che è il luogo più frequentato di Tolmezzo, o per aver voluto la circonvallazione che elimina dal centro il traffico di passaggio, ma al contrario per essermi a volte lasciato condizionare dal conservatorismo delle associazioni dei commercianti e mi auguro, per il bene di Tolmezzo, che l’attuale Amministrazione comunale abbia il coraggio di arrivare dove non sono arrivate le precedenti.

giovedì 5 novembre 2009

Tolmezzo a piedi in centro.


Per evitare strumetalizzazioni a priori desidero precisare che non ho proposto la pedolanizzazione di “tutto il centro storico” , ma di P.zza XX settembre, via Cavur via Del Din e via del Duomo (la parte tratteggiata nell’allegata cartina!).
Sul fatto che non ho preso questa decisione quando ero Sindaco, ho già risposto in anteprima (mi aspettavo l’obiezione!) dicendo che i tempi non erano maturi, come non lo sono stati per Tondo e Cuzzi, mentre oggi (a mio avviso!) lo sono. Ma non è questo il problema! Spero si trovi il modo per parlare del futuro di Tolmezzo non del passato.
La mia proposta va vista collegata ad un grande parcheggio multipiano nell’area ex Delli Zotti (l’attuale parcheggio di fronte alla stazione delle autocorriere).
Mi stupisce il fatto che ci siano persone come “Giovanni” che riterrebbero vantaggioso per Tolmezzo se tutto il traffico della circonvallazione attraversasse il centro storico, ma oagni opinione è legittima.
Ringrazio “Andrei Periboschi” per aver dato una logica stringente, anche dal punta di vista commerciale alla mia ipotesi.
Perché non si mettono in campo alcune soluzioni alternative, e Tolmezzo News apre un sondaggio sull’argomento?...

sabato 31 ottobre 2009

La piazza XX settembre a Tolmezzo

Tra le righe delle polemiche sollevate dall’UDC che chiede maggiore collegialità in seno alla maggioranza, si viene a sapere a Tolmezzo che il Comune ha ottenuto dalla Regione due milioni di euro per la sistemazione della piazza centrale, che alcuni professionisti locali sono stati invitati a studiare in fretta delle soluzioni progettuali, che si è insediata una commissione ristretta per scegliere il professionista cui affidare il progetto esecutivo, che tanta fretta sarebbe giustificata dalla necessità di impegnare rapidamente il contributo regionale.
Se il problema fosse solo di metodo si potrebbe sostenere che riguarda i consiglieri comunali, ma nel merito si tratta della sistemazione della piazza principale del paese, un argomento quindi che richiederebbe il massimo coinvolgimento di tutti i cittadini. Sulla sistemazione della piazza sono già stati indetti dei concorsi di idee, i cui risultati potrebbero venire recuperati, ma il problema, almeno a mio parere, non è tanto o solo estetico. Il problema dell’arredo, va affrontato dopo aver assunto una decisione sulla funzione che si vuole dare alla piazza.
Lo sviluppo urbano di Tolmezzo è avvenuto attorno al crocevia delle strade che portano al passo della Mauria e di Monte Croce, in qualche modo inglobando il crocevia. Quando subito dopo il terremoto si è realizzata la circonvallazione, si è modificato radicalmente l’assetto viario del paese. Agli accessi da nord e da sud se ne aggiunto uno da ovest che è diventato il più importante. Di conseguenza si è tentato a più riprese di modificare l’organizzazione del sistema viario cittadino, ma forse i tempi non erano maturi. Lo sono ora, se si vuole dare un assetto definitivo alla piazza principale, perché questo assetto non può che derivare dalle funzioni che gli si vogliono attribuire, nell’organizzazione generale del sistema urbano.
Ai soli fini di aprire una discussione, per stimolare la partecipazione più ampia della cittadinanza vorrei provarmi a lanciare una idea. Ogni volta che si è parlato di pedonalizzazione del Centro storico ci si è riferiti al nucleo più antico di Via Roma, ma il fatto che la via conservi ancora il ruolo di asse principale per l’attraversamento del paese da sud a nord, ha fatto sì che si finisse sempre per lasciar cadere il discorso. L’idea di pedonalizzare soltanto la parte centrale della piazza, sarebbe valida soltanto nella logica del “meglio che niente”. La soluzione sulla quale vorrei si riflettesse è quella di pedonalizzare la piazza, allargando l’area d'intervento al Duomo e alle due vie che lo fiancheggiano, per salire su Via Cavour, e scendere a ricomprendere via Del Din. Una zona pedonale che adeguatamente arredata collegherebbe la biblioteca, i Palazzi Frisacco e Gortani e la sala mostre (da recuperare ad un uso pubblico, valorizzando il passaggio su Piazza Centa). La soluzione darebbe senso alla scopertura della roggia come elemento dell’arredo del centro urbano e darebbe risalto a tutto il pregevole complesso edilizio del centro dal Duomo al Municipio.
Con quali problemi per il traffico? Nessuno se l’intervento viene visto nella logica di una Tolmezzo con accesso da via XXV aprile, con il vantaggio di un centro storico che dista meno di un chilometro dallo snodo della circonvallazione. Su questa direttrice di entrata (che va sistemata come ingresso principale alla citta!) si incontra quasi a ridosso del centro l’area ex Delli Zotti, ora sistemata a parcheggio. Potrebbe diventare l’area su cui far sorgere il complesso edilizio che segna la Città di Tolmezzo del duemila, con gli Uffici di rappresentanza della Regione della Provincia e, (perché no?) del Comune della Carnia, ma che nello scantinato potrebbe avere un parcheggio multipiano capace di accogliere le autovetture di quanti vogliono accedere al centro storico. Qualche architetto in vena di fantasia potrebbe immaginare anche queso parcheggio collegato con un tunnel sotterraneo fino ai portici dell’ala nuova del Tribunale... Ma anche senza tunnel la distanza tra la piazza principale ed il parcheggio sarebbe più o meno di duecento metri, e proprio per questo credo che comunque la sistemazione della piazza principale vada pensata in stretta relazione con questo parcheggio..
Ma il traffico che scende da via Matteotti? Con adeguati interventi a nord, potrebbe venir eliminato come traffico di transito, ridotto quindi a quello dei soli residenti e clienti dei negozi ed uffici ubicati nella via, e quindi venir dirottato in fondo su via R. Della Torre, per consentire la pedonalizzazione di Via Cavour.
La mia più che una proposta potrebbe risultare una provocazione, e in un certo senso lo vuol essere: per provocare un dibattito sulla sistemazione della piazza principale del Comune, prima che sia troppo tardi...